Home Fiction Rai Beppe Fiorello: “Domenico Modugno potevo farlo solo io”

Beppe Fiorello: “Domenico Modugno potevo farlo solo io”

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Beppe Fiorello per Raiuno si trasforma in Domenico Modugno. In un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni l’attore di origini siciliane ha spiegato perché “Modugno lo potevo fare solo io. Nessun altro“:

Per un sacco di motivi. C’è una naturale somiglianza fisica anche a detta di Franca (la vedova del cantante, Ndr) e una grande somiglianza vocale. E poi conosco tutta la sua produzione discografica a memoria. Ho già inciso una ventina di pezzi. A me viene naturale essere lui.  Sia chiaro, in tutti i personaggi che ho interpretato ho messo sempre una grande energia. Ma stavolta è diverso. C’è una totale immedesimazione. La cosa più bella è che mi sto divertendo un sacco a indossare la sua simpatia, la generosità, l’energia. Lui era uno che aveva sempre voglia di sperimentare, creare. Un rivoluzionario della musica.

Fiorello ha raccontato un aneddoto illuminante:

Lui, che non è mai stato un presuntuoso, ma ha sempre avuto la consapevolezza di essere un grande. Una volta, quando ancora non era nessuno, gli passò accanto Claudio Villa inseguito dagli ammiratori. Lui se ne stette in disparte e a un amico spiegò: “A me non va di chiedere gli autografi. E non so nemmeno se mi andrà di farli. Ecco, con un episodio così acchiappi tutto il personaggio.

L’attore, il quale ricorda che “è da 15 anni che a ogni intervista dichiaro che il mio sogno è intepretare Modugno” ha anticipato cosa sarà raccontato nella fiction in onda la prossima stagione:

Gli inizi. Il ragazzo del Sud appassionato di cinema che cresce in un contesto di grande povertà e poi parte per Roma dove si iscrive al Centro Sperimentale, conosce la futura moglie, inizia a recitare e a cantare.  Appassionato al cinema di De Sica, inizia come un neorealista della musica e poi nel ’58 vince Sanremo, conquista l’America e diventa Mr Volare. Ecco, noi ci fermiamo lì.

Fiorello per l’occasione si è preparato così:

Ho studiato musica e ho imparato a suonare la chitarra. E’ stato appassionante. Un cammino non privo di intoppi. A un certo punto, a furia di prepararmi e studiare, mi ero convinto di non essere ancora pronto. Volevo più tempo e volevo mollare tutto.

Poi, però, il regista Riccardo Milani gli ha fatto cambiare idea, con l’aiuto della vedova Franca Gandolfi la quale

Mi ha permesso di strimpellare sulla chitarra di Mimmo, e mi ha regalato l’onore di indossare la sua giacca, quella con cui vinse Sanremo nel ’58. Oggi, quando girerò la scena di Nel blu dipinto di blu, avrò addosso proprio quella giacca azzurra.

 

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