L’uscita di scena di Gianmarco Saurino dalla celebre serie Rai Doc – Nelle tue mani ha rappresentato uno dei momenti più carichi di pathos per il pubblico televisivo italiano. Il suo personaggio, il dottor Lorenzo Lazzarini, aveva saputo conquistare il cuore di milioni di spettatori grazie a un mix di umanità, fragilità e dedizione professionale.

I motivi dietro l’uscita di Gianmarco Saurino dalla serie Rai Doc – Nelle tue mani
Tuttavia, proprio all’apice del successo, l’attore foggiano ha scelto di intraprendere una strada diversa, svelando solo in seguito le motivazioni profonde dietro questa decisione. Nato a Foggia nel 1992, Saurino non è un prodotto della casualità televisiva, ma un interprete di solida formazione accademica.
Il suo percorso inizia nel teatro, per poi consolidarsi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotto la guida di un maestro come Giancarlo Giannini. Questa impronta teatrale e rigorosa è sempre rimasta centrale nella sua carriera, come dimostra la fondazione del collettivo Divina Mania. La grande popolarità arriva nel 2017 con Che Dio ci aiuti, ma è con Doc che Saurino si impone come volto di punta della fiction Rai.
Nonostante il legame con il cast e il successo della produzione, alla fine del 2024 l’attore ha sentito l’esigenza di non restare “imprigionato” in un unico ruolo iconico. L’addio a Doc non è stato dettato da frizioni interne, bensì da una precisa ambizione artistica, ossia la volontà di confrontarsi con linguaggi cinematografici e tematiche più complesse.
Questa scommessa ha pagato rapidamente. Dopo l’esperienza con Prime Video in L’estate più calda, Saurino è tornato protagonista sul grande schermo con Maschile plurale, confermando una versatilità che spazia dalla commedia al dramma introspettivo. Il vero salto di qualità critico è arrivato però con l’interpretazione di Gildo Claps nella miniserie Per Elisa – Il caso Claps.
Per questo ruolo, affrontato con estrema sensibilità, ha ricevuto un Nastro d’argento speciale nel 2024, un premio che ne ha sancito la definitiva maturità artistica e l’impegno nel raccontare storie di profondo impatto sociale. Un premio che risulta essere solo l’inizio di un qualcosa di più grande, visti i tanti progetti che l’attore italiano ha per le mani.
Oggi, il percorso di Saurino appare più dinamico che mai. La sua partecipazione a serie di respiro internazionale come La legge di Lidia Poët su Netflix, insieme a progetti come Kabul e Call My Agent – Italia, dimostra che l’abbandono del camice bianco è stato il preludio a una carriera multiforme. Gianmarco Saurino incarna perfettamente la figura dell’attore contemporaneo: capace di gestire la grande popolarità senza rinunciare alla ricerca e al coraggio di ricominciare ogni volta da un nuovo personaggio. Ha scelto di non rimanere ancorato ad un personaggio che gli ha dato popolarità e successo per mostrare ancor di più il suo valore.













