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I 57 giorni, Luca Zingaretti: “Interpretare Borsellino è stato incontrare un universo di sentimenti”

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Luca Zingaretti spiega a Tv Sorrisi e Canzoni cosa ha significato per lui interpretare Paolo Borsellino in I 57 Giorni, il film tv di Alberto Negrin che andrà in onda martedì 22 maggio su Raiuno:

Da un punto di vista umano interpretare Borsellino è stato incontrare un universo di sentimenti. Non è una situazione comoda sapere che Cosa Nostra ti vuole ammazzare, e invece lui si è sforzato di mantenersi sereno fino all’ultimo, con se stesso e con chi gli stava vicino. …Ho sentito una grande responsabilità, perché qui non raccontiamo semplicemente la storia di un uomo che viene ammazzato con una bomba, ma un modo di fare politica, se si può chiamarla così, che era ormai diventato consuetudine. Le indagini della Procura di Caltanissetta hanno portato al coinvolgimento dei servizi segreti nella sua morte. Far parte di un Paese che ha subito tante stragi senza colpevoli ufficiali mi fa rabbia: è uno dei motivi per cui ce l’ho messa tutta.

La fiction è stata approvata da familiari del giudice:

Avere il loro appoggio e la loro approvazione era un atto dovuto anche perché c’era una ricerca di fedeltà assoluta, il desiderio di citare tantissime cose dette da Borsellino, mettendole in situazioni diverse pur di conservarle e restituirle. In particolare, incontrare i figli è stato molto emozionante: immaginavo delle persone un po’ rigide, formali, perché le posizioni ufficiali di Borsellino erano improntate a un grande rigore, e invece ho trovato una famiglia ricca di umanità e di sorrisi, in cui regna l’accoglienza. E’ stato un grande insegnamento.

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