Emilio Solfrizzi, attualmente impegnato in Tutti pazzi per amore 3, in un’intervista al Quotidiano.net racconta il suo ritorno in teatro e analizza la fiction che, pur vincendo la prima serata della domenica, pare non convincere del tutto critica e pubblico. L’attore pugliese dal 16 dicembre, a Pistoia, sarà interprete di Due di noi, commedia inglese degli anni Settanta:
Mi ha proposto questo testo Lunetta Savino, che stimo moltissimo. Mi è sembrata una bella opportunità. Io, poi, nasco come cabarettista. Per quindici anni ho fatto solo quello e gestivo anche un locale, a Bari, ‘La dolce vita’. Ho iniziato tardi a fare cinema e tv: il primo film l’ho fatto a 34 anni, nel ’95, ‘Selvaggi’ dei fratelli Vanzina. Prima facevo solo spettacoli insieme ad Antonio Stornaiolo. Formavamo il duo Toti e Tata, una coppia comica molto conosciuta al sud».
Solfrizzi, ripercorrendo la sua carriera, individua nella fiction di Raiuno la “svolta”:
Non solo la grande popolarità, quanto la sensazione di essere stato sdoganato, con quella serie, di avere raggiunto la definitiva accettazione. Perché anche ‘Sei forte maestro’ mi aveva dato una buona popolarità, ma ‘Tutti pazzi’ è stata una svolta nella mia carriera perché è riuscita a coniugare visibilità e qualità. Sono molto orgoglioso di essere protagonista di questa fiction perché, a mio vedere, è una di quelle che dà contenuti veri alla televisione».
Poi l’analisi della terza serie di Tutti pazzi per amore, accusata di aver perso un po’ della sua carica innovativa:
La prima serie aveva portato una tale ventata di novità che, a mio avviso, aveva reso acritico chi la guardava. Già la seconda serie ha avuto critiche più aspre, ma, alla fine, le è stata riconosciuta la volontà di proseguire sulla scia dell’innovazione. Alla terza serie, l’atteggiamento generale è quello di chi dice, ‘adesso vediamo un po’ cosa sono riusciti a fare’. Io credo, comunque, che anche con questa terza serie, siamo di fronte a una fiction straordinaria e che la voglia di proseguire nella strada dell’innovazione, è una scommessa vinta».
In merito al futuro di quella serie, l’attore precisa:
Bisogna vedere se la Rai deciderà di fare una quarta serie. A quel punto bisognerà capire quali saranno le prospettive del personaggio, la sua evoluzione. Avendo una stima enorme per le persone che lavorano a ‘Tutti pazzi’, valuterò sempre con la massima attenzione le loro proposte. E con sentimenti di gratitudine nei loro confronti, per l’attenzione che questa gente ha avuto verso di me. Ma se dovessero venire anche altri progetti stimolanti, li accoglierei con interesse.
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