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Tutti pazzi per amore 3, la critica non apprezza

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La terza stagione di Tutti pazzi per amore è stata accolta dalla critica con poche luci e molte ombre. Ecco cosa hanno scritto Alessandra Comazzi de La Stampa e Antonio Dipollina di La Repubblica in merito alla fiction Rai scritta da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises e interpretata da Emilio Solfrizzi:

La Comazzi ha promosso la serie, elogiando la new entry Martina Stella:

Ha finalmente trovato il suo ruolo: è una bravissima attrice comica. Ma brava brava, come direbbe la signora Italia di Panariello, tra lor toscani si intendono. Spiritosa, ironica. Perché le hanno fatto sempre fare parti imbronciate? Arriva come grafico nella rivista «Tu donna» in odore di chiusura. I problemi editoriali sono reali, e questa è una delle caratteristiche dello sceneggiato: incrociare guai quotidiani veri con uno spirito di irrealtà che peraltro pervade tanti prodotti consimili, dai «Cesaroni» al «Medico in famiglia». C’è la fiaba, ma con le dinamiche della vita vera.

La giornalista ha anche focalizzato una delle peculiarità di Tutti pazzi per amore:

Qui la particolarità è che tale cifra viene resa esplicita da quegli «a parte» che ricordano la commedia dell’arte, quando l’attore usciva in proscenio e parlava al pubblico. Qui, per il pubblico, si canta e si balla. Tra i problemi concreti: restare incinta a 18 anni, non trovare casa, perdere il lavoro, perdere l’amore, perdere il pediatra. Divertente, ma dopo la terza stagione, chissà se riusciranno a dire basta.

Dipollina sul quotidiano romano è stato meno tenore, evidenziando che i buoni propositi delle prime stagioni della fiction sono stati persi maldestramente per strada. Tutti pazzi per amore 3 è

un giro aggrovigliato di partenti, sesso espresso o inespresso, gag di dubbio gusto (o meglio orrendo, tipo il finale di prima puntata con le finte analisi di malattia incurabile) lascia sconcertati. Soprattutto perché i contenuti – trasgressivi, urca, tipo l’amore lesbico – vengono poi condotti in porto con snodi d’azione, sorprese risapute e trucchetti del mestiere che sembrano davvero gli stessi del Medico in Famiglia.

Il giornalista non ha lasciato molte speranze:

Per continuare a sembrare una luce nel buio tv servirebbe altro, davvero. Oppure va bene così, ma il miracolo-Tuttipazzi si chiude qui, ed è stato bello provarci.

 

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