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Un caso di coscienza 5 sul caso Cucchi, polizia penitenziaria: “Sensazionalismo e demagogia”

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Fa già discutere la decisione annunciata qualche ora fa da Sebastiano Somma al Corriere della Sera di dare spazio all’interno della quinta serie di Un caso di coscienza ad un episodio fortemente ispirato alla vicenda di Stefano Cucchi, il 31enne arrestato per droga nel 2009 e morto sei giorni dopo il ricovero all’Ospedale Pertini con gravi lesioni. Il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha inviato una lettera di protesta alla presidente della Rai Anna Maria Tarantola. Ecco le parole del segretario Donato Capece: (fonte L’Avvenire)

Dalle indiscrezioni lette sui quotidiani si punta a fare sensazionalismo e demagogia su un tema delicato e importante come la vita in carcere, forzando volutamente la realtà. Sul caso Cucchi attendiamo con serenità gli accertamenti della magistratura. Ricordo che la rigorosa inchiesta amministrativa del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha escluso ogni responsabilità da parte degli agenti.

Ed ancora:

Rigettiamo ogni tesi manichea, come quella che scelleratamente alcuni autori Rai vorrebbero imporre, che associa più o meno velatamente al nostro lavoro i sinonimi inaccettabili di violenza, indifferenza e cinismo.

 

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