Il generale dei briganti, polemiche: falsi storici? La risposta della casa di produzione

di Massimo Galanto 1

Intorno a Il generale dei briganti, fiction in onda su Raiuno il prossimo autunno con Daniele Liotti (nella foto), si sta consumando una polemica a distanza tra Rocco Biondi, Presidente Associazione Settimana dei Briganti – l’altra storia e La Ellemme Group, casa di produzione della serie tv. E’ stato Biondi a criticare il film, partendo da un comunicato stampa pubblicato sul sito web di Apulia Film Commission:

Ho appreso dai giornali che la Ellemme Group, insieme ad Apulia Film Commission, sta producendo il film tv “Il generale dei briganti”, su Carmine Crocco. Nel comunicato stampa, presente sul sito internet di Apulia Film Commission, che annuncia l’inizio delle riprese, ho rilevato una serie di falsi che offendono sia la figura di Crocco sia la stragrande maggioranza dei meridionali, che appoggiarono la sua lotta armata.

Biondi elenca quelli che ritiene errori storici gravi:

Viene detto che Carmine Crocco, storico capo dei briganti lucani, contribuì in maniera determinante all’Unità d’Italia, schierandosi a fianco di Garibaldi. Niente di più falso e di antistorico. E’ vero che si schierò per un breve periodo con Garibaldi, ma divenne brigante (insorgente, partigiano) proprio perché furono disattese tutte le promesse di Garibaldi. Crocco quindi fu un capobrigante che per diversi anni lottò al fianco dei comitati borbonici, nel tentativo di riportare i Borbone sul trono di Napoli. Nei fatti mise a disposizione degli antiunitari le sue grandi e riconosciute capacità di condottiero, sfruttando il profondo malessere sociale del popolo meridionale.

Ed ancora:

Altra madornale svista è l’affermazione che Crocco sia stato catturato e poi fucilato a Tagliacozzo. Ciò dimostra assoluta superficialità e ignoranza storica. A Tagliacozzo venne fucilato, l’8 dicembre 1861, il generale legittimista spagnolo José Borges, che aveva combattuto per un certo periodo insieme a Crocco. Carmine Crocco invece morì nel carcere di Portoferraio (Livorno) il 18 giugno 1905, all’età di 75 anni.

La richiesta finale:

Chiedo che vengano corretti questi errori, affinché non si continui ad offendere il popolo dell’Italia meridionale.

Ora è giunta la risposta da parte di Ellemme Group, attraverso le parole di Vanessa Ferrero:

Un grande cantautore meridionale, Rino Gaetano scrisse nella sua canzone forse più riuscita, il verso “Mio fratello è figlio unico perché non ha mai criticato un film senza prima vederlo”. Tutta la troupe del film “Il Generale dei briganti” ha ripensato a quelle pungenti parole, leggendo le feroci accuse del signor Rocco Biondi riguardo al lavoro di cui abbiamo da poco iniziato le riprese. Il signor Biondi, certamente per amore riguardo la storia del meridione e delle lotte portate avanti dai briganti, si scaglia contro il nostro progetto, accusandoci di superficialità e ignoranza storica. Ma il signor Biondi non solo non ha potuto vedere il film (dovrà aspettare l’autunno, abbiamo appena iniziato a girare!!) ma non ha nemmeno letto la sceneggiatura. Se lo avesse fatto avrebbe saputo che “Il generale dei Briganti” è frutto di oltre due anni di lavoro molto intensi: ricerca storica, documentazione storiografica iconografica e persino merceologica, perché non solo le vicende narrate, ma anche costumi, ambientazioni, acconciature, arredamenti ed ogni piccolo particolare rispecchi le vicende narrate. Se chi si scaglia contro di noi avesse letto il copione scritto con profonda cura da Paolo Poeti e Giovanna Koch, saprebbe che raccontiamo le vicende di cui Crocco fu protagonista, senza mai falsificare la storia, pur confezionando un prodotto artistico e non un semplice documentario.

La casa di produzione è entrata nel merito dei rilievi:

Raccontiamo dunque la delusione dei briganti per come andarono le cose dopo l’iniziale patto stipulato con Garibaldi, come avremmo potuto fare altrimenti? Se chi ci attacca avesse contezza del film che stiamo girando, saprebbe che sull’immagine di una nave che porta lontano il valoroso Carmine Crocco, si racconta della sua angusta fine nel carcere di Portoferraio, nonché di come l’iniziale condanna a morte venne furbescamente tramutata in ergastolo, così da rendere meno pericolosa l’immagine eroica e simbolica di Crocco fra la sua gente. Vorremmo rassicurare gli studiosi del brigantaggio, che il nostro lavoro rispetta profondamente la storia del meridione italiano, e tenta di raccontarne una parte (peraltro controversa e lunga) proprio nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, per offrirla in prima serata al pubblico di Rai Uno. Sarebbe bastato –prima di strepitare e condannare il lavoro meticoloso e complesso di un gruppo produttivo ed artistico italiano– chiamarci per chiedere lumi sulle inesattezze lette in un comunicato stampa: avremmo rassicurato il signor Biondi e tutti coloro i quali si sono inalberati, e fortemente preoccupati senza averne ragione certa. Naturalmente dispiace anche a noi che per un disguido (forse una sinossi trovata su altre fonti) sia comparso sul sito dell’Apulia film Commission (il cui eccellente lavoro non smetteremo mai di lodare) un comunicato stampa che non raccontava con precisione il nostro film, ma ci dispiace anche (e ci lascia perplessi) che oggi sia più facile avvitarsi in polemiche violente anche quando esse non hanno nessun fondamento nella realtà. Amiamo il meridione, caro signor Biondi, e abbiamo intenzione di far tutto fuorché offenderlo!

Infine, la rivendicazione della scelta del Sud per il set del film:

Vorremmo a tal proposito sottolineare come la Ellemme group abbia deciso ancora una volta di realizzare le riprese INTEGRALMENTE nel sud Italia, dando così lavoro a tantissimi italiani (meridionali in particolare), a differenza di altre produzioni che per risparmiare girano in Argentina, in Portogallo o nei paesi dell’Est vicende che narrano storie del nostro paese, paradossalmente “ricostruito” altrove. Lavorare in Italia con lavoratori italiani è una scelta precisa -e costosa- di cui andiamo orgogliosi. A tal proposito è d’obbligo per noi ringraziare pubblicamente l’Apulia film Commission per il contributo prezioso con cui supporta le produzioni che scelgono il territorio e la manodopera locale. Siamo convinti che se la Puglia è diventata un set così appetibile per chi fa cinema o televisione è anche grazie al fondamentale aiuto di chi ha saputo valorizzarne le potenzialità, come ha fatto e fa l’Apulia film Commission, che ci aveva già dato una grande mano nel 2010, quando producemmo “Mia madre” (altro film interamente girato in Italia), enorme successo di pubblico e critica. Riassumere una vita ricca come quella di Carmine Crocco e in due sole puntate è molto difficile, ed è possibile che il nostro lavoro potrà scontentare qualcuno, che non vi piacciano gli attori scelti, o le scelte di regia. Ma vi preghiamo di vederlo -in autunno, quando verrà trasmesso da Rai Uno- prima di applaudirci o fischiarci. Siamo certi che anche Rino Gaetano approverebbe questa richiesta! Intanto promettiamo di pubblicare entro domani un comunicato stampa che riassuma REALMENTE il nostro film, sperando di avere incoraggiamenti, critiche, consigli e quant’altro sul nostro lavoro.

 

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